Si può vivere anche senza...

 

 

 

Non vedere la foresta per via degli alberi”

 

 

 

Negli articoli precedenti ho parlato spesso dei singoli materiali che costituiscono una casa sostenibile e sana. Imparare a riconoscere i materiali sostenibili è molto utile perché la qualità e l’impatto ambientale dei nostri edifici deriva direttamente dalla qualità e l’impatto ambientale dei materiali utilizzati.

 

In questo articolo, invece, vorrei portare alla vostra attenzione come si vive in una casa sostenibile perché questo è il fine ultimo della ricerca sui materiali.

 

Ognuno di noi può essere esperto in qualche settore, ma non può interessarsi di tutto. Per ottenere un edificio sostenibile, ad esempio, non basta conoscere i materiali: è necessario imparare come essi vengono messi in relazione l’uno con l’altro, quali funzioni svolgono in un sistema integrato e come si rapportano ad impianti e soluzioni bioclimatiche.

 

Il percorso di apprendimento è appassionante, ma anche molto lungo e si rischia di perdere di vista il motivo per cui si è intrapresa la ricerca, cioè ottenere uno straordinario salto di qualità nella vita. Questa volta sospenderò l’elenco di considerazioni tecniche sulla sostenibilità e cercherò di coinvolgere i nostri sensi per immaginare la vita quotidiana in una casa sana e al servizio del nostro benessere.

 

In questo modo potremo avere un’immagine della “foresta” e non perderci tra gli “alberi”.

 

Molti di noi sanno quanto costa mantenere una casa priva di isolamento, con un’illuminazione non adeguata, con spifferi e perdite energetiche di ogni genere, con impianti inadatti, finiture non corrette. Certo si può vivere anche così, ma vediamo come si potrebbe vivere in una casa sostenibile.

 

 

 

Finalmente la mia nuova casa è terminata! I lavori si sono conclusi pochi giorni fa, la casa è avvolta da un forte profumo di legno con un leggero sentore di agrumi. Sarà forse il solvente naturale a base di terpeni di arancio che si sente ancora un po’? Le pareti invece non emanano alcun odore. Nella precedente ristrutturazione la casa era letteralmente inondata da un forte profumo che all’epoca definii di nuovo. Ancora non sapevo che quell’odore acre e persistente, da sempre compagno dei nuovi acquisti e portatore di grandi promesse, era in realtà una miscela di sostanze molto dannose.

 

In questa ristrutturazione, anche se ho speso un po’ di più per questi materiali profumati, ho realizzato un ottimo isolamento e così ho risparmiato parecchio sugli impianti: non ho un condizionatore e scaldo tutta la casa con una sola stufa.

 

Oggi mi sono svegliato, ho fatto colazione, mi sono preparato, insomma tutto come al solito. Quando sono uscito di casa mi sono stupito della temperatura che mi ha accolto all’esterno. Nonostante fosse ancora molto presto il sole estivo stava già facendo il suo dovere e prometteva una giornata cocente. Da dentro casa però non avevo assolutamente percepito il clima così caldo e afoso. La notte infatti ho dormito bene, l’aria era ancora un po’ calda quando sono andato a letto , ma via via si è rinfrescata. Ho lasciato circolare l’aria da un paio di aperture appositamente studiate per questo, così ho potuto rinfrescare in modo naturale.

 

Prima della ristrutturazione il muro della mia camera emetteva un calore continuo e duraturo per tutta la notte. Ricordo che perfino l’acqua era sempre calda. Era impossibile avere dell’acqua fredda perché le tubazioni erano esposte al sole per tutto il giorno. Con il cappotto ho protetto anche quelle: un bel vantaggio durante l’inverno e un bel sollievo durante l’estate!

 

Durante le estati passate, vivevo con porte e finestre serrate, addormentandomi e svegliandomi con il triste rumore del condizionatore sempre acceso.

 

Ora il condizionatore non ce l’ho più, l’ho venduto, ho eliminato canalette in plastica e motore esterno, ma soprattutto ho annullato quasi del tutto le mie bollette estive.

 

Quando cammino per le stanze e il corridoio da poco dipinti, le mie mani non possono fare a meno di sfiorare le pareti che io stesso ho realizzato. I miei polpastrelli indugiano sulle superfici rugose dove le fibre irregolari della canapa si incontrano con la calce morbida e liscia.

 

Da lontano si percepisce una superficie omogenea ma movimentata, da vicino invece lo sguardo si perde in un labirinto di steli perfettamente incastrati uno con l’altro. Ai miei occhi non esiste una parete uguale all’altra perché ricordo ogni gesto ed ogni dettaglio di quelle superfici, ricordo le belle giornate passate con gli amici che mi hanno dato una mano, il rumore delle spatole sulla parete come sfondo dei nostri scherzi e battute!

 

Ora arriva molta più luce in casa, guardo fuori dalla finestra: non è stato facile liberarsi del vecchio pino, io almeno lo chiamo così, ma ora al posto di quell’altissimo albero sempreverde ho piantato alcuni alberi frutto. Non sono ancora molto grandi, ma so che in breve tempo cresceranno donandomi frutti e soprattutto una buona ombra in estate. In inverno invece perderanno le foglie lasciando che il sole illumini la casa e ne scaldi le pareti.

 

Quest’anno attendo l’inverno con gioia: sono curioso di avviare la mia nuova stufa a basse emissioni e bassi consumi, immagino quando tornerò a casa e troverò la casa ancora calda dopo la mia assenza, di sedermi vicino al muro senza quella brutta sensazione di freddo, di non avere più muffe e vapore in casa… e per la prima volta nella mia vita aspetterò con ansia la bolletta del gas per poter quantificare con certezza quanto risparmierò negli anni futuri!

 

Pensare che potevo continuare a vivere in una casa che ha continuo bisogno di energia per funzionare, una casa in cui la rottura di un impianto significa perdere l’unica protezione da caldo e freddo esterni. Una casa in cui versare continuamente buona parte del mio stipendio per pagarne le bollette. Pensare che avrei potuto vivere anche senza le migliorie che ho realizzato, l’ho fatto per tanti anni, ma ora sono certo che sia meglio investire piuttosto che spendere.”