Funzioni note e meno note dell'intonaco

L'importanza di un buon intonaco interno

Dalla permacultura un' ispirazione per comprendere il "sistema casa"

Stesura intonaco in calce
Stesura intonaco in calce

 

     Negli articoli precedenti abbiamo parlato delle caratteristiche di alcuni elementi della casa sostenibile, come l’isolamento, i mobili, le finiture…

Quando un argomento è molto vasto, infatti, è utile analizzare separatamente le parti che lo costituiscono. C’è il rischio tuttavia di disperdersi un po’, ma soprattutto di perdere di vista il fatto che ogni edificio è pur sempre un sistema dove ogni parte “collabora con il tutto”.

Rispetto alle altre componenti “misteriose” di una costruzione, come ad esempio le parti strutturali o impiantistiche, l’elemento intonaco ci risulta familiare e la sua funzione ci è evidente. D'altronde è uno dei pochi componenti chiaramente ben visibili e che ben conosciamo.

Forse è proprio questa sua estrema visibilità che spinge i produttori e gli applicatori a valutare la qualità di una miscela solo dalla sua resa estetica, così facendo però trascurano alcune potenzialità a lungo termine che questo componente potrebbe offrire. Vediamo quali sono.

 

Quali sono le funzioni dell’intonaco interno, in che modo esso collabora con il tutto?

     La funzione primaria dell’intonaco è innanzitutto quella di protezione e rivestimento, se però proviamo a cambiare leggermente il nostro punto di vista vediamo che l’intonaco delimita tutte le strutture murarie ed è in contatto contemporaneamente con esse e con l’aria, è quindi una superficie di passaggio dove si verificano particolari cambiamenti di temperatura e umidità. In permacultura un elemento con queste caratteristiche viene definito “margine”.

Spesso siamo portati a considerare il margine come qualcosa di poco importante (di marginale, appunto) di cui non ci si cura, secondo la permacultura invece il margine è un elemento da valorizzare e da tenere in grande considerazione. Il margine è un tramite, una linea o una superficie di transizione, una “zona di confine tra due sistemi ecologici” dove si verificano condizioni uniche. Grazie alla sua posizione l’intonaco può assorbire e stabilizzare gli effetti del divario che c’è tra temperatura e umidità dell’aria esterna e di quella interna e di conseguenza anche quelli tra aria e struttura muraria.

La funzione di margine, in questo caso, può risultare utile al mantenimento dell’equilibrio e del benessere all’interno della nostra abitazione: una delle sue più importanti funzioni - cosiddette secondarie - è quella di “volano”, esso cioè funge da ammortizzatore per gli sbalzi di temperatura e soprattutto di umidità all’interno e all’esterno dell’abitazione.

Pensiamo a quando cuciniamo o facciamo la doccia, il carico istantaneo di vapore che immettiamo negli ambienti è molto elevato ed è difficile trovare dei materiali che riescano a smaltire questi picchi di umidità (a meno che non utilizziamo un aspiratore che comunque richiede energia e manutenzione, quindi è una scelta leggermente meno sostenibile). Ecco che una superficie così estesa come quella dell’intonaco, che riveste quasi per intero i nostri muri perimetrali e non, può facilmente accogliere il surplus di umidità e cederlo lentamente, consentendo alla struttura di far migrare il vapore in eccesso. La traspirabilità, qualità fondamentale di cui abbiamo parlato in riferimento all’isolamento (Biolcalenda, novembre 2018), viene quindi coadiuvata dalla superficie intonacata che subito riporta i valori interni ad un livello che ci permette di non percepire alcun disagio.

Come nelle famose giacche sportive traspiranti: la traspirazione c’è, e fa la differenza, ma a volte la concentrazione di vapore diventa tale che possiamo comunque avvertire un certo fastidio dovuto alla condensa in eccesso.

 

Quali sono le tipologie di intonaco che contribuiscono alla regolazione igrometrica del microclima dell’abitazione?

 Le ditte che applicano gli intonaci in genere selezionano miscele che semplifichino e velocizzino il loro lavoro, per questi motivi negli ultimi anni vengono utilizzati malte e intonaci premiscelati che oltre a contenere una parte di cemento, componente che li rende poco flessibili e traspiranti, contengono anche additivi di vario genere che velocizzano o ritardano l’essicamento, oppure ne migliorano la lavorabilità o che ne permettono l’applicazione in giornate con condizioni meteo sfavorevoli. Tutte queste caratteristiche li rendono i materiali prediletti dagli applicatori, ma di certo non giovano alla salute e al benessere dei futuri abitanti.

Pensare che esistono materiali tradizionali, conosciuti e testati da migliaia di anni, che soddisfano perfettamente sia la funzione di protezione che quella di volano igrometrico! Sono di origine organica con basso consumo di risorse naturali e possono essere applicati con le stesse procedure e macchinari degli intonaci generici. Richiedono solo tempi leggermente più lunghi e condizioni meteo più favorevoli, ma garantiscono nel tempo ottimi risultati dal punto di vista estetico, del benessere e della salubrità. Anche in questo caso, come per tanti altri elementi di una casa sostenibile, i materiali che meglio soddisfano queste requisiti meno lampanti, ma fondamentali, sono materiali di origine naturale: calce e argilla.

A titolo di esempio si riportano i risultati degli esperimenti condotti dal professor G. Minke. che ha comparato l’assorbimento d’acqua nei primi 1,5 cm di spessore da parte di diversi materiali, naturali e non, all’aumento dell’umidità relativa: per un intonaco in argilla è 300 gr/m², per un intonaco in malta bastarda (cioè con calce e cemento) 26-76 gr/m².

L’argilla può assorbire una quantità di vapore che va dalle 12 alle 4 volte in più rispetto ad un intonaco con cemento. Data quindi la grandissima superficie normalmente ricoperta dall’intonaco le sue potenzialità di regolazione del microclima interno sono davvero ragguardevoli.

Inoltre l’intonaco eseguito con questi materiali collabora in modo eccellente con materiali isolanti traspiranti, che altrimenti vedrebbero annullato il loro potere di traspirabilità, ma può anche essere applicato a correzione e riequilibrio di strutture poco traspiranti migliorando così il comfort abitativo dell’edificio.

 

“Una zona margine è importante anche dal punto di vista dell’attuazione e del mantenimento di una parte del sistema progettato.”

da "Introduzione alla Permacultura" di Bill Mollison