Avere una casa sana è un diritto fondamentale di tutti

Scelte personali per una casa sana

Il parametro dei VOC e la scelta di materiali sani

 

     Per le nuove costruzioni ci sono sistemi integralmente sostenibili, ma anche chi vive in appartamento, o in una casa già costruita, può migliorare di molto la qualità di vita e dell’aria che respira. Questo si può fare principalmente perché la qualità dell’aria che respiriamo all’interno di ambienti confinati dipende per buona parte dalle abitudini degli occupanti e dalle emissioni dei materiali di finitura e arredo.

La buona notizia è che questi sono tutti e due aspetti che possiamo controllare noi in prima persona, ma mentre l’effetto delle “buone abitudini” si percepisce immediatamente, come ad esempio quando si arieggia casa, quello legato alle emissioni è più invisibile.

 Nell' articolo (Biolcalenda luglio-agosto 2018) abbiamo visto come i problemi di salute legati alla casa vengano spesso sottovalutati, in questo cercheremo di mettere a fuoco un aspetto che li può risolvere: la scelta dei materiali interni e il problema delle emissioni.

Anche se non esiste una totale chiarezza nel settore, possiamo da subito iniziare a scegliere materiali più rispettosi: materiali che salvaguardino la nostra salute e l’ambiente.

Vediamo come possiamo agire.

     Se siamo all’interno di una stanza, alziamo un momento lo sguardo.

Possiamo iniziare a vedere molte fonti di inquinamento indoor: mobili verniciati e composti da derivati e scarti del legno, muri tinteggiati o rivestiti, porte e finestre in legno o pvc, pavimenti in legno o laminati, lampade, elettrodomestici, stampanti, tessuti ed imbottiture…

Osservando ciò che ci circonda cominciamo a farci un’idea della complessità del problema. Tutti questi elementi contribuiscono a peggiorare, ciascuno in minima parte, la qualità dell’aria interna. Data l’eterogeneità delle fonti, come possiamo quindi valutare l’impatto sulla salute di questi diversi materiali?

L’IAQ (Indoor Air Quality) viene spesso usato come parametro unico per valutare la salubrità di un ambiente, che è composto da molti singoli materiali, ed è come una cartina tornasole della qualità generale della nostra abitazione.

Se vogliamo avere una buona qualità dell’aria, oltre a modificare alcune nostre abitudini, dovremmo introdurre in casa solo: materiali naturali “grezzi”, cioè privi di trattamenti, oppure materiali a basse emissioni, cioè a basso contenuto di VOC.

Il parametro dei VOC (Volatile Organic Compounds, alcune volte in italiano COV Composti Organici Volatili) comprende un’analisi di varie sostanze volatili considerate a rischio per l’uomo e si può facilmente associare al materiale venduto, in modo da dare nell’immediato una misura dell’effetto sulla salute. Alcune sostanze dannose che vengono catalogate all’interno della dicitura VOC sono ad esempio: formaldeide e benzene, entrambe sostanze cancerogene di comprovata pericolosità.

Esempio di certificazioni dei materiali: Emissions dans l'interieur, Ecolabel
Esempio di certificazioni dei materiali: Emissions dans l'interieur, Ecolabel

     Ecco che, quando non fosse possibile scegliere materiali naturali conosciuti, il parametro VOC diventa una sorta di comune denominatore per tutti gli elementi che introduciamo in casa, evidenziando quelli che sono meno dannosi per salute dell’uomo.

In Francia è obbligatorio dichiarare il contenuto di VOC dei materiali. In Italia questa scelta è ancora volontaria, in genere però le aziende che operano nel settore della bioedilizia forniscono questi dati. Sembra che la strada intrapresa verso il rispetto della salute dell’uomo e dell’ambiente passi necessariamente attraverso la certificazione dei VOC (vedi l’introduzione dei CAM nel box a fianco), ma alcune domande sorgono spontanee.

     Quali sono i VOC considerati? Non possiamo fare un vero confronto, perché non sappiamo la concentrazione delle sostanze più dannose. Qual’è il metodo di misurazione migliore? Meglio misurare il contenuto di VOC nel materiale o misurarne le emissioni in aria? I diversi metodi di misurazione non ci permettono di confrontare i materiali. Chi ha stabilito i limiti di emissione, cosa succede se concentro molti elementi in una piccola stanza? Esistono pareri discordanti sui limiti di sicurezza da adottare. Ma soprattutto, come premiare quei materiali sostenibili che tengono conto anche dell’intero ciclo produttivo e che sono composti da sole materie prime rinnovabili? I materiali naturali e tradizionali, non trattati, rappresentano una scelta più virtuosa, ma potrebbero venire penalizzati da una scala che si basa solo sui VOC.

     
     Un piccolo passo avanti nel settore della sostenibilità e dell’inquinamento indoor: con il DM 11.10.17 sono stati aggiornati i CAM, cioè i Criteri Ambientali Minimi. Nell’ambito della pubblica amministrazione, sono stati finalmente fissati dei limiti di emissione degli elementi da costruzione.  Le emissioni previste per i materiali sono identiche a quelle della classe A dell’etichetta francese obbligatoria “Émissions dans l’air intérieur” (la classe più virtuosa è la A+).  
     

     Le variabili della sostenibilità sono molte e quindi si ricorre a marchi che analizzano questi fattori: se da un lato il simbolo può aiutare il consumatore, dall’altro lo costringe ad una ricerca più complicata nel caso in cui voglia conoscere il contenuto di VOC o altri parametri utilizzati, con il rischio di favorire qualche operazione di “greenwashing”.

Ricordiamo però che la maggior parte dei marchi e certificazioni internazionali si attestano su valori estremamente più bassi dei limiti di legge, e che quindi comprando un elemento marchiato “green” in genere compriamo sempre un prodotto più sano.

     Dedicheremo i prossimi articoli a capire le differenze tra i vari marchi e i rischi derivati dai singoli materiali, oppure come evitare tutta questa procedura semplicemente usando materiali naturali non trattati.

Appare ora riduttivo affidarsi solo al parametro VOC, ma nel panorama dei prodotti per l’edilizia, dove si trovano materiali ai quali vengono aggiunti additivi pericolosi con il solo scopo di accelerare i tempi di essiccazione, scegliere prodotti a basse emissioni non è così scontato.

I prodotti a basse emissioni sono equiparabili sia come prezzo sia come prestazioni a quelli standard, quindi scegliere questi prodotti è un primo passo molto semplice verso una maggiore consapevolezza del legame tra casa e salute.


Articolo pubblicato su Biolcalenda:

 

Articolo apparso su "Biolcalenda" di settembre 2018. Biolcalenda, rivista dell'associazione culturale LaBiolca.

<<La Biolca è un’Associazione Culturale senza scopo di lucro, che si ispira agli ideali della nonviolenza e che opera dal 1977, a tutela della salute e dell’ambiente. >>    Vai al sito: www.labiolca.it

 

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