Costruire rispettando uomo e ambiente

Vorrei una casa sana!

Orientarsi nel mondo della bioedilizia, green building...

     Siamo sempre più informati su ciò che mangiamo e su come il cibo che scegliamo arrivi alla nostra tavola.

Chi è attento alla salute può facilmente sentire gli effetti di una buona alimentazione e capire in maniera abbastanza istintiva ciò che è naturale e genuino.

Non bisogna però trascurare un altro importante fattore per la salute: la casa in cui viviamo.

Gli effetti di una “buona casa”, o di una “cattiva”, sono un po’ più difficili da osservare, in genere essi appaiono evidenti solo quando è troppo tardi. Questo è dovuto al fatto che trascorriamo larga parte del nostro tempo all’interno di edifici, così, nel lungo periodo, anche piccole fonti di inquinamento non percepibili possono diventare determinanti per il nostro benessere.

     L’inquinamento prodotto dalla nostra casa, sia all’ interno, che all’esterno, è qualcosa di molto sottile e quasi invisibile: proviene da tante fonti diverse, cambia a seconda delle stagioni e delle abitudini degli abitanti, è difficile da definire ed è difficile da spiegare a chi non ha specifiche competenze. Ecco perché viene così spesso trascurato.

 

     Un primo semplice passo, che viene spontaneo fare, è quello di cercare prodotti “bio” per l’edilizia: ci renderemo presto conto però, che ci stiamo addentrando in un mercato complesso fatto di opinioni e consigli a volte contrastanti e, andando sempre più a fondo, scopriremo anche che la legislazione è davvero carente rispetto a questo tema.

Infatti: mentre nel campo dell’alimentazione il termine “biologico” è ufficialmente regolamentato, cioè tutti i prodotti biologici hanno una certificazione unificata, nel campo dell’edilizia-architettura purtroppo non è così: non esiste una regolamentazione univoca sull’uso di termini come bio, eco, green, naturale, sostenibile… questi termini possono esseri usati da imprese, aziende e professionisti in modo indiscriminato. La green economy fa voglia un po' a tutti, così c'è chi infila questo termine un po' dappertutto, perché un po' di “green” fa sempre bene agli incassi.

 

Iniziamo quindi facendo un po' di chiarezza sui principali termini usati:

 

BIOARCHITETTURA®: il termine “biologico” si riferisce a ciò che riguarda materiali di origine organica, cioè materiali che non contengono sostanze di sintesi. La bioarchitettura potrebbe quindi comprendere tutti quegli edifici costruiti con materiali di origine organica. In realtà il termine è stato importato dal nome tedesco dei primi istituti di architettura biologica: “Institut für baubiologie”. La bioarchitettura, pur sostenendo l'uso di materiali di origine organica, non ne impone l'uso e comprende molti altri fattori. In Italia ci sono due istituti che hanno acquisito, integralmente o in parte, questo termine: Bioarchitettura per INBAR (Istituto Nazionale di BioARchitettura) e Architettura Bioecologica per ANAB (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica, ANAB usa anche altri termini). Gli istituti attribuiscono una relativa certificazione a punteggio, potremmo quindi considerare questo termine come un marchio registrato.

 

BIOEDILIZIA: vale quanto detto per bioarchitettura, ma non è un marchio registrato e si riferisce principalmente ai materiali e alle tecniche costruttive. I materiali utilizzati si avvalgono di specifiche certificazioni. Dedicheremo il prossimo articolo al riconoscimento dei principali limiti e simboli del settore.

 

ARCHITETTURA NATURALE: il termine “naturale” si riferisce alla natura. Come per quanto riguarda i cibi “naturali” questo vuol dire un po' tutto e niente! E’ un termine che non dà molte garanzie di contenuto. Riferendosi ai libri di A. Rocca si può classificare questa architettura come architettura spontanea, che fa uso di materiali grezzi, disponibili sul posto, tecnologie tradizionali o low tech. A volte si riferisce anche alla Land Art.

 

ARCHITETTURA ECOLOGICA: il termine “ecologico” si attribuisce a ciò che è relativo all’ecologia. L’ecologia è una scienza che ha per oggetto lo studio delle relazioni tra gli organismi. Si capisce quindi che l’aggettivo “ecologico” in architettura viene spesso usato impropriamente come sinonimo di “rispettoso dell’ambiente”

 

ARCHITETTURA SOSTENIBILE: il termine “sostenibile” si riferisce a qualcosa che può essere mantenuto nel tempo. Quindi l’architettura sostenibile non identifica un preciso protocollo, ma si concentra più sulle strategie che possano mantenere, o sostenere, l’uomo e l’ambiente nel tempo. I sistemi di certificazione che riguardano la sostenibilità tengono conto di molti fattori e si basano anche in questo caso su un punteggio. E' un termine molto usato in permacultura e può essere riferito a settori diversi: all’economia, allo sviluppo... (un esempio di certificazione sostenibile è il famoso sistema LEED di origine statunitense).

 

Questa è solo una breve lista delle più comuni “etichette” usate per l’architettura rispettosa dell’uomo e dell’ambiente.

     Un modo per superare il divario che esiste tra i professionisti del settore “eco-bio” e chi vorrebbe avvicinarsi a questo mondo, per guadagno o per passione, è quello di fare chiarezza e promuovere l’informazione. In questo modo tutte le categorie ne trarrebbero vantaggio.

Sarebbe auspicabile una certificazione unica per regolamentare i sistemi costruttivi e l’imposizione di emissioni minime per tutti i materiali. Sarebbe anche interessante che queste regolamentazioni fossero strutturate in modo da poter evolvere ad un grado di efficienza e sicurezza sempre maggiore, seguendo così i progressi delle sperimentazioni scientifiche.

Un’altra possibilità è quella di verificare la salubrità e l’efficienza energetica di un edificio, con apposita strumentazione, a seguito di lavori di ristrutturazione o nuova costruzione.

In attesa che queste regole diventino realtà, la migliore strategia rimane l’informazione.


Articolo pubblicato su Biolcalenda:

 

Articolo su "Biolcalenda" di luglio-agosto 2018. Biolcalenda, rivista dell'associazione culturale LaBiolca.

<<La Biolca è un’Associazione Culturale senza scopo di lucro, che si ispira agli ideali della nonviolenza e che opera dal 1977, a tutela della salute e dell’ambiente. >>

Vai al sito: www.labiolca.it